La nostra storia

Abitcoop è il risultato di 50 anni di storia delle Cooperative di abitanti della Provincia di Prato. Si intreccia con quella delle scelte urbanistiche della città, con l’evoluzione delle politiche abitative e della legislazione del settore; infine è soprattutto la storia di migliaia di famiglie pratesi che attraverso la cooperazione hanno trovato una risposta al problema della casa ed hanno così potuto dare stabilità alle proprie condizioni di vita e maggiori certezze al proprio futuro.

Il 28 febbraio 1966 alcune Cooperative di abitazione (La Viridiana, La Brdena, G.Marconi, Il Mercatale, La Speranza, L’Aretina, La Fortuna, S.Stefano, Galcetello, Monferrato) costituirono il Consorzio Mandamentale pratese fra Cooperative Abitazione (poi Consorzio Pratese Cooperative Abitazione).
L'obiettivo era quello di ottimizzare i servizi amministrativi e tecnici, e dotarsi di uno strumento di coordinamento e rappresentanza nei confronti delle istituzioni. Questa nuova struttura metteva insieme le numerose cooperative nate nei primi anni sessanta sotto ie spinta della forte espansione delle città e su impulso deil’Amminìstrazione comunale che aveva varato una serie di provvedimenti per favorire I'ediIizia cooperativa.
 Nel 1971 la legge 865 introduce una svolta epocale nelle politiche sociali per la casa: riconosce le cooperative come soggetti destinatari dei finanziamenti statali. Purtroppo però i soldi rimangono bloccati fino al '75 e soltanto due Cooperative riescono ad utilizzarli: Cooperprato che realizza un intervento per 12 appartamenti nel Piano di Zona di Galcetello Nord (Prato) e la Coopermontemurlo che realizza un intervento per 35 abitazioni nel Piano di zona di Fornacelle (Montemurlo). La legge 457 del 1978 (piano decennale per la casa) rappresenta un passo indietro rispetto alla precedente, riducendo il ruolo delle cooperative a favore delle imprese di costruzione che possono accedere anch'esse ai finanziamenti agevolati; in compenso però immette una quantità consistente di risorse per la realizzazione di nuove abitazioni affidandone la gestione alle Regioni.

Prato è storicamente penalizzata nella ripartizione regionale dei finanziamenti (in base ai parametri usati dalla Regione Toscana a Prato spettano poco più del 5% dei finanziamenti complessivi). Con i finanziamenti della legge 457 il Consorzio realizza 334 alloggi lungo tutti gli anni 80.

Nel 1978 il Comune di Prato vara il secondo PEEP; le Cooperative associate al Consorzio ottengono assegnazione di aree per la realizzazione di oltre 500 alloggi in 11 delle 12 aree che complessivamente formavano il programma.
L'esaurimento dei finanziamenti legati al piano decennale per la casa e la mancanza di qualsiasi proposta per una nuova programmazione spingono le Cooperative ad orientarsi anche verso recupero edilizio e |'intervento in aree private. La Cooperativa Abitare acquista un'area soggetta a piano di lottizzazione in località Bagnolo (Comune di Montemurlo) e vi realizza 106 appartamenti (1991/1993).

Anche sul fronte del recupero l'impegno del Consorzio è notevole. La Cooperativa Recuperare rislruttura due edilici nel centro storico di Prato in Via Verdi e Via S. Fabiano (1989/1991) e successivamente realizza il piano di recupero urbano denominato "Centro residenziale Agorà" in Via Gherardi a Coiano (Prato) in parte finanziato con i fondi della Legge 67 del 1988. L'intervento prevede la demolizione di alcuni edifici industriali e la realizzazione di 130 appartamenti.

Nel 1989 il Comune di Prato vara il 3° programma PEEP ed emana un bando per |`assegnazione delle aree e la realizzazione di circa 2.000 alloggi. La Cooperativa Abitcoop, che nel frattempo ha realizzato 51 appartamenti di edilizia sperimentale a Iolo-Prato utilizzando i contributi della Legge 94 del 1982, partecipa al bando ottenendo l’assegnazione di oltre 700 alloggi. Nel 1997 inizia la fase di ripresa del mercato dell'ediIizia residenziale e di conseguenza il Consorzio, per cogiiere le opportunità offerte dal mercato, aumenta la produzione e potenzia l‘ufficio nuovi programmi, puntando sulla diversificazione deII'offerta che diventa una caratteristica strutturale dell’attività del Consorzio. Vengono attivati infatti programmi molto diversi fra di loro: dal recupero edilizio di immobili di pregio (Cooperativa Recuperare: recupero del Palazzo Salvi Cristiani), ai recupero urbano di aree occupate da siti industriali (Cooperativa Recuperare: intervento Gemini a Mezzana), agli interventi su aree libere (Cooperativa Città Domani: realizzazione di appartamenti e villette unifamiliari a Seano-Carmignano; Cooperativa Abitcoop: intervento Marinella, 70 appartamenti a La Querce - Prato] oltre agli interventi tradizionali sui piani di zona (Cooperativa Abitcoop: piani di zona di Casale, Maliseti, Pizzidimonte, Grignano, Galciana II, ecc).

Questa capacità di diversificare l'offerta prosegue con gli interventi "Case e Casali" (recupero di case coloniche in Comune di Carmignano), il "Castagno" e "Vaiano centro" (demolizione di fabbricati industriali e realizzazione di appartamenti) ecc. Nel 2003 la Cooperativa Abitcoep partecipa al bando per i finanziamenti del programma "20.000 abitazioni in affìtto“ impegnandosi a realizzare 90 abitazioni da destinare alI'affitto a prezzi calmierati.

Utilizzando anche un bando della Regione Toscana in totale gli alloggi per l’affitto diventano 112, consegnati tra il 2007 e il 2008 a Prato nei Piani di zona di Vergaio, Galciana Poste e Galciana 3. Sempre tra Vergaio e Galciana nel frattempo Abitcoop arriva a consegnare, entro il 2008, circa 200 appartamenti mentre prende il via, per Recuperare, il nuovo intervento in Centro Storico “Il Melograno”.
Abitcoop si prepara ad avviare il Piano di Zona di Fontanelle, sempre a Prato, e l’ambizioso programma di riqualificazione della frazione “La Briglia” nel comune di Vaiano. Nel 2010 sempre Abitcoop vara l’intervento di 36 alloggi a Galcetello e di 14 a Fornacelle nel Comune di Montemurlo; Via di Ragnaia, nella zona di Pizzidimonte, è oggetto di un piccolo insediamento di 11 abitazioni unifamiliari.

Di fronte alla grave crisi economica che ha colpito anche il nostro Paese, il Consorzio decide di riorganizzare la propria struttura aziendale, di rafforzare la politica sociale, di perseguire tenacemente la riduzione e la razionalizzazione delle spese di funziomanento. Alla fine del 2012 tutto l’assetto societario viene ricondotto in Abitcoop, che assorbe il Consorzio stesso, la Cooperativa Recuperare oltre ad alcune società minori. L’attività di amministrazione condominiale viene ceduta ad Agorà 2000, con un suo autonomo CdA, il patrimonio immobiliare in locazione viene fatto confluire nel neo costituito Fondo Housing Toscano.

Si tratta in questo caso di una importante innovazione, tra le prime in Italia, che vede l’attivo coinvolgimento, oltre che di altre Cooperative pratesi e fiorentine, anche della Cassa Depositi e Prestiti e indirettamente di Coopfond. Uno strumento solido, capace di attirare investimenti pubblici e privati e di costituire un valido interlocutore per le politiche pubbliche di intervento nel settore dell’abitazione, in particolare in quello di interesse sociale.

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